Che cos’è la Cellulite?

La Cellulite non é grasso sottocutaneo. Cellulite (FEPS) e adiposità localizzata (grasso sottocutaneo) sono diverse e hanno caratteristiche ben differenti.
La Cellulite è il risultato dell’alterazione circolatoria del tessuto adiposo sottocutaneo, ovvero l’ipoderma. Trattandosi di un’alterazione anche patologica dello scambio idrico-plasmatico tra i vasi capillari ed il tessuto interstiziale, la cellulite è stata meglio denominata come pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica.
La cellulite colpisce soprattutto i soggetti femminili di conformazione ginoide (a pera) e si localizza in particolar modo nelle zone dei fianchi e delle cosce. La cellulite è più visibile nei soggetti con problemi di sovrappeso ed obesità, ma non risparmia anche i più “magri”.
L’insorgenza della cellulite è correlata a diversi fattori patogenetici o predisponenti; il meccanismo d’insorgenza della cellulite è riconducibile all’alterazione strutturale citologica delle cellule adipose (grasse), che rompendosi liberano trigliceridi e soluti citoplasmatici, incrementando l’osmolarità dei fluidi circostanti; ciò determina il richiamo di liquidi dal plasma capillare e la deformazione istologica del reticolo di sostegno adiposo.

cellulite e grasso, differenze: aspetto, localizzazione e compressione

Gli stadi della Cellulite

La Cellulite è una patologia a tendenza progressivamente evolutiva. Esistono 4 stadi:

  • CELLULITE EDEMATOSA O CONGESTIVA
  • CELLULITE FIBROSA PASTOSA
  • CELLULITE SCLEROTICA FLACCIDA
  • CELLULITE SCLEROTICA

Si può “curare” la Cellulite?

Attività Fisica

Per combattere la Cellulite è indicata una costante attività aerobica a media e bassa intensità, la quale consente di riattivare efficacemente tutta la circolazione corporea e favorisce l’espulsione di tossine, trigliceridi adiposi e sodio. Non bisogna però esagerare con l’allenamento, poichè quando l’organismo viene sottoposto ad uno stimolo molto prolungato reagisce secernendo cortisolo, uno degli ormoni responsabili della ritenzione idrica. Si consiglia quindi di fare corse lente e leggere, ad esempio per un 45′ per 4 volte alla settimana, dopo un po’ di stretching.

Alimentazione

La migliore arma di sempre: l’alimentazione. Di primaria importanza è curare l’idratazione del proprio organismo, bevendo almeno 2 o 3 litri di acqua al giorno (1-1,5ml per kcal consumata) e, potendo scegliere, utilizzare (salvo esigenze peculiari) un’acqua a basso residuo fisso od oligominerale. Questo perché la scarsa idratazione corporea limita molto la filtrazione renale favorendo il ristagno dei soluti ematici e dei liquidi interstiziali.
Occorre porre molta attenzione all’equilibrio dei macronutrienti (lipidi, glucidi, …) e limitare gli zuccheri, poichè l’innalzamento glicemico, indotto soprattutto dalle porzioni eccessive di alimenti raffinati, provoca un incremento dell’osmolarità ematica post-prandiale e stimola fortemente la produzione di insulina, la quale a sua volta promuove il deposito delle molecole energetiche nei tessuti favorendo la ritenzione idrica.